Sul mare in una notte di tempesta (Presagio di morte)

“Da sempre sono stato pescatore
ardito e solitario.
Ho portato alla luce
reperti rari e monili preziosi
adagiati da secoli in fondali
dai subdoli tranelli.

La mia sola ricchezza, il solo amore
è questa vecchia rete
che si disperderà
col legno e il mio corpo
tra lampi, tuoni e marosi giganti
d’un mare forza nove
nella nera nottata di tempesta.

… Per questo sto implorando PADRE MARE
di impigliare i miei resti,strapazzati e privati delle vesti
e avvolgerli, con spire di correnti,
nell’abito prezioso tanto amato!

Quei fori sono stati rattoppati
con filami di sole,
vento salmastro e sabbia,
-tra odore di tabacco
e nenie sussurrate-
in sintonia perfetta di un piede ed una mano
che, come antica macchina da sarto,
mi hanno cucito e modellato addosso
i giorni di una vita marinara
che tornerà dal PADRE questa notte!”