Brezza estiva

 

Incognita è l’alba che chiede adattabilità
repentina, quasi volesse esprimere l’asperità
del sopravvivere con l’incertezza dell’attimo
che cambia come il vento nei giorni dei santi
di ghiaccio che si sciolgono al canto d’amore.

Si liscia lentamente la tovaglia a quadretti azzurri
per contrastare le raffiche di vento sferzante
che scompiglia le idee e le pieghe della lunga
gonna a fantasia colorata in ogni lembo di stagione.

Com’è dolce il vaso dei cactus spinosi che cercano
il tepore del sole appena spuntato, oltre le morbide
colline del Carso che fanno da paravento ai timori.

Il raggio sacro entra nel candido rifugio appena
dipinto di bianco, dove un Angelo amico continua
a suonare la melodia del cuore, sempre presente
al richiamo di candidi pensieri avvolti nello splendore.