SONO SOLO CANZONETTE

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Casa editrice “ilmiolibro.it” 2014

Una volta Fabrizio De Andrè ha risposto a chi lo definiva un poeta:
“Benedetto Croce diceva che fino all’età dei diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono solo due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. E quindi io, precauzionalmente, preferisco definirmi un cantautore.”
Lui poteva dirlo ma ora sappiamo che quello che ha scritto ha un’importanza determinante su molte generazioni . In questa raccolta ho tentato di “rubare” le atmosfere che i testi e la musica di alcune canzoni mi hanno lasciato cercando di riprodurle in racconti.
Ho “rubato” da diversi autori, tutte canzoni che hanno per me un grande significato e che considero fre le più belle:
Eleonor Rigby, la più nota. La ballata struggente scritta dai cantori che hanno cambiato non solo la musica, ma la vita di diverse generazioni, Paul Mc.Cartney e JohnLennon.
1913 Massacre, Woody Guthrie, il triste menestrello della tradizione americana che parte dai romanzi sulla “Grande Depressione” di John Steinbeck.
Lullaby, La ninnananna di Leonard Cohen, l’ottantenne più giovane che esista.
The Boxer, Simon & Garfunkel, autori delle melodie che hanno segnato gli anni settanta.
The Show Must Go On
Inno alla speranza cantata dalla voce inconfondibile di Freddie Mercury
Poi gli italiani:
Anche per te, forse la più bella fra le tante canzoni del favoloso connubio tra Mogol e Battisti.
La Leva Calcistica della Classe ’68, Francesco De Gregori, nell’album Titanic, per me irripetibile.
Se Io Fossi Un Angelo
Lucio Dalla, indimenticabile!
La Guerra di Piero, su Fabrizio De Andrè il discorso si fa più complicato, in un primo tempo avevo pensato che, scrivere su un suo testo, sarebbe stato come una mancanza di riguardo per quello che ritengo, e so di avere ragione, come il più grande autore italiano a noi contemporaneo, grande non solo per i versi che ha scritto ma anche per la musica, spesso non considerata.
Una frase come “e scivola il sole, aldilà delle nubi, a violentare altre notti” ( da La Buona Novella) è per me, insieme alle altreinnumerevoli che ha scritto, illustri esempi della più alta poesia che sia mai stata scritta.
Comunque ho deciso di scrivere il racconto che si ispira alla prima guerra mondiale, non me ne vogliano i puristi di Faber.
Mancano sicuramente molti altri Autori ma, chissà, potrei anche provare a scrivere altri racconti…